Dalla quarta di copertina:

La mattina del 27 ottobre 1991 Bari scoprì di essere stata bombardata. Una bomba, una di quelle bombe "intelligenti" che dovrebbero distruggere le cose risparmiando gli individui, anche se poi fanno delle stragi inenarrabili, aveva centrato in pieno il gioiello più smagliante della città, il più ambito e prestigioso simbolo di tante cose che solitamente costringono chi scrive a scivolare nell’enfasi e nella retorica.
Le fiamme scaturite dall’impatto, metodicamente, avevano risparmiato la struttura del teatro, i suoi muri portanti, la bella facciata ….., i fregi e gli orpelli, ma avevano divorato con sistematicità tutto quanto si trovava all’interno dell’edificio, cioè il

teatro nella sua forma più pura. Comincia così una delle più controverse vicende giudiziarie a tutt’oggi ancora lontana dall’essere conclusa.
Il libro – ricco di bellissime illustrazioni - ripercorre il lungo cammino processuale che porterà alla sbarra, assieme ad un manipolo di mafiosi, uno dei più noti ed accalamti imprenditori teatrali italiani, Ferdinando Pinto, attuale gestore del Teatro Sistina di Roma.
Attorno al tragico rogo del Petruzzelli la magistratura riuscirà ad architettare uno dei più incredibili teoremi giudiziari, basato unicamente sulla parola di qualche "pentito" a mezzo servizio, in un alternarsi di clamorosi colpi di scena.
Risultato: il rogo del Petruzzelli è ancora oggi un delitto in cerca di autore.

IL GIALLO DEL PETRUZZELLI