Cinque
diversi procedimenti giudiziari con più di una decina di sentenze, una sesta inchiesta
avviata ("Il Moro sesties"); i particolareggiati racconti dei brigatisti
rossi ("pentiti" o dissociati); il lungo lavoro di una commissione parlamentare
dinchiesta (la commissione Moro); limpegno di un altro organismo parlamentare
(la commissione stragi); almeno una ventina di libri. Eppure lombra di Aldo Moro
continua a muoversi nelle segrete stanze del potere con il suo fardello di misteri, di
punti non chiariti, di dubbi ed interrogativi.
Anche se il tempo passa e ci allontana sempre più da quei tremendi 55 giorni, il caso
Moro continua a rappresentare il nodo dei nodi dei misteri dItalia. Sommersi dallo
stillicidio di notizie spesso contraddittorie che da quasi un quarto di
secolo ci vengono propinate con ossessiva regolarità, è sempre più facile giungere ad
una conclusione: nellaffaire Moro la volontà di attacco allo Stato di un
manipolo di terroristi si è perfettamente intrecciata con la capacità di quello stesso
Stato di gestire lintera, tragica vicenda a proprio vantaggio. A distanza di tanti
anni ancora non sappiamo: quanti brigatisti parteciparono allassalto di via Fani; se
tra loro ci fossero elementi esterni; se quellattacco fu, in qualche modo,
teleguidato; dove Moro fu custodito; cosa effettivamente il prigioniero raccontò ai suoi
secondini; chi decise effettivamente di ucciderlo e, soprattutto, perché; che fine hanno
fatto "le rivelazioni integrali" (il famoso memoriale Moro).
Non sappiamo neppure se quella delle forze dellordine chiamate a liberare il
prigioniero fu solo clamorosa inefficienza oppure occulta connivenza con i sequestratori.
Sappiamo però che sia gli uomini dei servizi
segreti, sia quelli della P2
nel caso Moro ebbero un ruolo per certi versi determinante.
In questa pagina raccoglieremo, di volta in volta, i tanti enigmi del caso Moro tuttora
irrisolti e alcune loro possibili interpretazioni.
Un contributo a capire ciò che ancora oggi, in molti, non vorrebbero farci capire. |