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Manager di stato, abile manovratore: un uomo che dava fastidio a troppi

Si dimostra che il Maurane Saulnier 760B non precipitò accidentalmente

Tracce di esplosivo sui corpi delle vittime

Cosa hanno detto i "pentiti" di mafia Buscetta, Iannì e Riggio

Le conclusioni dell'inchiesta ministeriale

Le due versioni di un testimone oculare

Parla l'ex capo del Sismi Fulvio Martini

Tagli nell'audio, porzioni di nastro cancellate, prove distrutte

Nessuno ha mai creduto all'incidente aereo

L'ultimo discorso

Un giornalista che indagava

Gli elementi per procedere

Due morti misteriose

inchieste e controinchieste

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italiano" riceve nuovo impulso dalle indagini sulla scomparsa del giornalista dell'"Ora" di Palermo Mauro De Mauro, il 16 settembre 1970. Una delle piste seguita dall'inchiesta sulla fine di De Mauro ipotizza infatti che il giornalista palermitano sia stato
sequestrato e ucciso per aver scoperto qualcosa di molto importante circa la morte del presidente dell'E.N.I.: De Mauro aveva infatti ricevuto dal regista Rosi l'incarico di collaborare alla preparazione della sceneggiatura del film "Il caso Mattei", ricostruendo gli ultimi due giorni di vita trascorsi dal presidente dell'E.N.I. in Sicilia.
L'indagine sulla scomparsa di De Mauro si conclude in un nulla di fatto, nonostante la richiesta di ulteriori investigazioni formulata dal GIP di Palermo ancora nel 1991. Il procedimento viene archiviato il 18 agosto 1992: De Mauro non poteva aver scoperto nulla di particolare intorno alla morte di Enrico MATTEI, dal momento che la magistratura di Pavia aveva ritenuto del tutto accidentale la natura del disastro di Bascapè. Il 20 settembre 1994 il GIP di Pavia autorizza la riapertura delle indagini nei confronti di i-gnoti. La riapertura era stata chiesta dalla procura pavese che, per competenza, aveva ricevuto dalla procura di Caltanisetta l'estratto delle dichiarazioni

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rese il 27 luglio 1993 dal "pentito" di mafia Gaetano Iannì. Secondo Iannì per l'eliminazione di Mattei ci fu un accordo tra non meglio identificati "americani" e Cosa nostra siciliana. A mettere una bomba sull'aereo di Mattei fuono alcuni uomni della famiglia mafiosa capeggiata da Giuseppe Di Cristina. Il 5 novembre 1997 il pubblico ministero di Pavia Vincenzo Calia giunge a questa conclusione: "l'aereo, a bordo del quale viaggiavano Enrico Mattei, William Mc Hale e Inrneio Bertuzzi, venne dolosamente abbattuto nel cielo di Bascapè la sera del 27 ottobre 1962. Il mezzo utilizzato fu una limitata carica esplosiva, probabilmente innescata dal comando che abbassava il carrello e apriva i portelloni di chiusura dei loro alloggiamenti". Ma la soluzione dell'enigma Mattei è ancora lontana. Se la tragedia di Bascapè fu in realtà un attentato, chi ha ucciso Mattei, Mc Hale e Bertuzzi? Quale fu il movente del sabotaggio? Finora davanti alla sbarra è finito solo un povero contadino, Mario Ronchi, accusato di "favoreggiamento personale aggravato". Secondo l'accusa vide l'aereo di Mattei esplodere in volo, rilasciò alcune interviste in questo senso a diversi organi di stampa e alla RAI (che ne censurò le affermazioni), poi si rimangiòtutto. Forse qualcuno pagò il suo silenzio.


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