E
il 10 luglio 1991. La giornata è appena cominciata quando, nella sua camera da
letto, in una villa dellOlgiata - una zona esclusiva a nord di Roma - viene trovato
senza vita il corpo di Alberica
Filo della Torre,
nobildonna, sposata ad un costruttore della capitale, Pietro Mattei.
La contessa è stata strangolata e prima è stata tramortita con un corpo contundente, si
ipotizzerà uno zoccolo, ma loggetto usato non sarà mai trovato.
Dalla stanza manca qualche gioiello, ma il grosso dei preziosi non è stato neppure
cercato dallassassino.
La prima ipotesi che fanno gli investigatori la più ovvia - è quella del delitto
passionale. La contessa avrebbe ricevuto nella sua camera un uomo, un misterioso amante,
sarebbe scoppiata una lite e un tremendo colpo di zoccolo avrebbe ucciso Alberica.
Ma qualcosa non torna. La villa dellOlgiata, a quellora del mattino tra
le 8.45 e le 9.10 - era piena di gente: due domestici, i due piccoli figli della contessa,
una baby sitter, quattro operai.
I sospetti si addensano su due persone. Un cameriere filippino che la contessa aveva
licenziato ed un giovane frequentatore della villa, un vicino di casa, con qualche
problema psichico. Ma si tratta di piste fasulle, destinate a chiudersi nel giro di
qualche tempo.
Linchiesta sulla morte della contessa Alberica rischia di diventare lennesimo buco nellacqua della procura
di Roma, già provata dallinsoluto caso di
via Poma e destinata ad inanellare una serie di clamorosi fallimenti.
Ottobre 1993. Due anni dopo il delitto una vicenda che sta scuotendo fin dalle
fondamenta il Quirinale (lo scandalo
dei fondi neri del SISDE) sembra intrecciarsi con la morte della contessa. Si scopre che uno dei
più assidui frequentatori della villa dellOlgiata, molto amico della contessa, è Michele Finocchi, funzionario del servizio segreto civile,
il SISDE appunto, al momento ricercato per aver
sottratto svariati miliardi alle casse del servizio. Quel 10 agosto di due anni
prima ricordano ora alcuni testimoni Finocchi era stato tra i primi ad arrivare sul luogo del delitto, forse,
addirittura, prima degli investigatori. Laffare si complica. Si scopre che Alberica e suo marito disponevano di svariati
conti bancari allestero con cifre miliardarie, loro che benestanti lo erano, ma
ricchissimi proprio no. Di chi sono quei soldi? E ipotizzabile che sui conti dei coniugi Mattei siano transitate le ruberie del SISDE e di Finocchi?
Le rogatorie con lestero e i viaggi del pubblico ministero Cesare Martellino che indaga continuano fino al 1996.
Poi il buio più assoluto.
Il delitto
dellOlgiata è un
altro delitto irrisolto. |