Il
giallo ed il mistero, in questa storia di un marito ammazzato e due amanti da fotoromanzo,
non sta tanto nellinizio quanto nella fine. Tanto è trito e banale lassassinio del povero Fulvio Magliacani, marito tradito, quanto è intrigante e
imprevedibile la decisione finale della giustizia che, senza logica né discernimento, tra
due colpevoli da punire, gli amanti appunto, ne sceglie uno solo. Rompendo così una
regola aurea del delitto passionale: gli amanti che assieme decidono di eliminare il terzo
incomodo.
La storia degli amanti
diabolici di Torino comincia
quasi un anno e mezzo dopo il fatto quando, il 25 ottobre 1973, grazie alle
confidenze di uno sbandato, Tarcisio
Pan, i carabinieri di Torino scoprono, sepolto sulle colline della
città, il cadavere di un uomo ormai saponificato. Lindagine, condotta abilmente dal
maresciallo Savoia - un altro investigatore daltri
tempi - ha preso spunto dalle inquietudini di Francesco Magliacani, un padre distrutto dal dolore che da tempo ormai cerca aiuto per
ritrovare suo figlio Fulvio. Questi, rappresentante di commercio,
benestante, marito da tre anni di una biondina provocante e un po irrequieta, Franca Ballerini, madre di una bambina, è misteriosamente
sparito nella notte del 20 luglio 1972. Quel cadavere trovato in collina appartiene
proprio a suo figlio, ucciso con otto coltellate al petto e due alla schiena. E a farlo
ritrovare è stato quel Tarcisio, fratello di Paolo Pan, ex ladruncolo e ora trafficante di auto
rubate e, guarda caso, amante della Ballerini, moglie di Fulvio.
Il caso è chiuso? Lo sarebbe in un Paese dove investigatori e magistratura si comportano
in maniera appena seria, cercando le prove e con quelle istruendo i processi, con pazienza
ma anche con celerità. Non avviene - e non è la prima volta, né sarà lultima -
qui da noi dove - specie in materia di investigazioni e giustizia - lapprossimazione
regna sovrana.
Basti pensare che il processo
alla Ballerini e Pan per
il delitto Magliacani comincia il 10 marzo 1977, ben tre
anni e mezzo dopo che il caso poteva, davvero, essere considerato chiuso. E al processo di
primo grado, così come in quelli seguenti, ovviamente, ne succederanno di tutti i colori.
Intanto la vicenda si è complicata perché, come da copione (basti ricordare il caso dei
coniugi Bebawi), i due amanti hanno cominciato ad accusarsi reciprocamente:
per Paolo Pan ad uccidere Fulvio è stata la moglie Franca, lui ha solo occultato il cadavere. Per Franca, la bionda dagli occhi chiari, stereotipo
perfino in quanto amante, ha fatto tutto Paolo
da solo, senza neppure avvertirla dellintenzione del delitto. Due versioni che si
elidono, tanto incredibili che alla fine saranno credute, almeno dai giudici di ben due corti dAppello.
Come se non bastasse nella storia si sono poi infilati altri due personaggi: uno è il fratello di Paolo, Tarcisio, colui che ha fatto trovare ai carabinieri il corpo di Fulvio Magliacani che, come da copione, ha ritrattato tutte
le accuse, fingendosi pazzo. Laltro è Germano la Chioma accusato di complicità nel delitto del cugino, Giovanni La Chioma, un altro trafficante di auto rubate,
ammazzato anzhe lui - secondo le accuse di Tarcisio, anche queste ritrattate - da Paolo Pan.
Nel dibattimento di primo grado si delineano meglio le personalità degli accusati, anche
grazie alle perizie ordinate dallaccusa: Paolo Pan? Un uomo freddo, amorale, intelligenza sopra la media, un ego molto
forte. Suo fratello Tarcisio? Un debole, emotivamente insicuro,
condizionabile. E lei, la donna del peccato, Franca Ballerini? Solo una piccola ipocrita, vana e superficiale, con un ego fragile.
Il processo è tutto uno scambio di accuse tra i due amanti. Il 2 maggio 1977
arriva per entrambi la condanna allegastolo, 28 anni a Tarcisio Pan, assolto La Chioma.
Ma non è finita. Il 3 dicembre 1978 il processo dAppello ribalta la sentenza
precedente: ergastolo per Pan, assolta la Ballerini così come gli altri due imputati. La
corte, che ignorerà nuove prove emerse nel corso del processo, crede alla improbabile
versione della donna.
Cassata anche questa sentenza dalla Cassazione, lassassinio
di Fulvio Magliacani,
così come il delitto La
Chioma, tornano
nuovamente in Appello da cui arriva la definitiva conferma: ergastolo per lui, assoluzione
per lei. Forse ancora una volta giustizia non è stata fatta. |